News   17/12/2015

Il Museo della Piaggio a Pontedera

 

Vero paradiso per gli appassionati vespisti, nel museo Piaggio a Pontedera sono esposte Vespa che raccontano la storia della Piaggio e del costume italiano

Il Museo Piaggio è stato inaugurato nel marzo del 2000 nei 3.000 metri quadrati dell’ex officina attrezzeria, uno dei corpi di fabbrica più antichi e affascinanti del complesso industriale di Pontedera, dove l’azienda insediò la propria produzione a partire dai primi anni Venti del ‘900. Il Museo è nato per conservare e valorizzare il patrimonio storico di una delle più antiche imprese italiane e si pone l’obiettivo di ricostruire le vicende di Piaggio e del suo Territorio ripercorrendo un lungo tratto di storia italiana, fatto di trasformazioni economiche, di costume e di sviluppo industriale, attraverso l’esposizione dei suoi prodotti più famosi e rappresentativi e grazie alla ricchissima documentazione conservata nell’Archivio Storico.

Le sue sale accolgono le collezioni Vespa e Gilera, accanto ai più significativi prodotti di Piaggio (motori aeronautici degli anni Trenta, un esemplare di motrice ferroviaria MC2 54 del 1936, l’aereo P148 del 1951, l’Ape, il Pentarò, il Ciao, fino agli scooter di ultima generazione).

Dalla sua apertura, nel 2000, il Museo Piaggio, tra i 5 musei d'impresa più visitati in Italia, ha avuto più di 400.000 visitatori, con un continuo aumento fino ad arrivare ad un record di oltre 44.000 persone nel 2014. 

Ciò che maggiormente attira al Museo appassionati e curiosi di tutto il mondo è certamente la Collezione Vespa, unica nel suo genere. Solo a Pontedera, infatti, è possibile trovare i preziosi prototipi degli anni ’40: l’MP5, conosciuto con il soprannome di “Paperino”, primo esercizio di Piaggio sul tema scooter, prodotto in pochissimi introvabili esemplari tra il 1943 e 1944; e l’MP6, il celeberrimo prototipo di Vespa uscito dalla matita di Corradino d’Ascanio nell’autunno 1945.

Tra i veicoli di serie si possono ammirare i “classici” della sconfinata produzione Vespa (più di centoquaranta versioni) tra cui si distinguono la prima serie 98cc dell’aprile 1946; la Vespa 125 del 1951, modello utilizzato da Audrey Hepburn e Gregory Peck sul set di Vacanze Romane; la Vespa “U” (utilitaria) del 1953, costruita in soli 7.000 esemplari, oggi tra i pezzi più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo); la prima Vespa granturismo, la Vespa GS 150 del 1955; la Vespa 50 del 1963 (per tutti gli italiani “il Vespino”), che segnò una pietra miliare nella storia dello scooter più famoso del mondo (e fu seguita, nel 1969, dal grande successo della 50 Special); la 90 Super Sprint del 1965, veicolo-mito per i giovani sportivi; la 125 Primavera del 1967, vero e proprio oggetto di culto per i giovani dell’epoca. Gli anni ’70 sono egregiamente rappresentati dalla Vespa 125 Primavera ET3 e dalla Vespa 200 Rally, che in quegli anni proponevano una soluzione tecnica innovativa come l’accensione elettronica, e dalla Vespa PX 125 del 1977, “replicata” da una sua versione gigante, un modello fuori scala di 4 metri di altezza in vetroresina e vernice rossa.

Museo Piaggio